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Customizzare e personalizzare i prodotti

Confondere concetti e significati, soprattutto in campi vasti come quelli del marketing, è quasi un "must" al giorno d'oggi.

In questo articolo in particolare parleremo della differenza fra i concetti di "customizzazione" e "personalizzazione", apparentemente simili, ma in realtà molto diversi fra loro.

Partiamo col dire che certamente fornire ai propri clienti sia l'uno che l'altro aspetto rafforza qualitativamente la figura del brand, in quanto sono entrambi sinonimo di "interesse" e "attenzione" nei confronti di chi acquista. Ecco perché i loro significati sono stati così tanto approfonditi negli ultimi anni: ogni azienda punta a migliorarsi e a superare la concorrenza, specialmente quando si tratta di servizi a disposizione del cliente, che influiscono quindi sul processo di acquisto.

Dunque, perchè customizzare i prodotti che vogliamo offrire al pubblico? Molti credono che "customizzare" significhi dare al cliente esattamente quello che sta cercando e quindi, in un certo senso, personalizzare l'offerta appositamente per lui.

La realtà è che l'attività di customizzare significa semplicemente offrire al  potenziale acquirente differenti opzioni d'acquisto di uno stesso prodotto tra cui scegliere: l'efficienza della vendita, e l'eventuale ri-acquisto, dipende dalla totalità dell'offerta che viene fatta al cliente, in cerca della versione in grado di rispondere al meglio alle sue esigenze. 

La customizzazione è un requisito essenziale all'interno di qualsiasi tipo di attività come un negozio, uno studio commerciale, una ditta, un bar: ad esempio qualora desiderassi un succo, dovrei SEMPRE avere la possibilità di scegliere tra una serie di gusti, e non l'obbligo di consumare un succo alla pera, il più consumato in Italia.

Perchè? Perchè i gusti di ciascuno di noi mutano continuamente, e le aziende devono essere sempre pronte a fronteggiare questi cambiamenti repentini.

Passiamo poi alla personalizzazione, qualcosa di più profondo e, in un certo senso, intimo: più l'acquirente si affiderà al brand, più sarà propenso a darci informazioni personali, che ci permetteranno di conoscere i suoi gusti e di proporgli un prodotto fatto su misura per lui.

Continuiamo con lo stesso esempio: mi siedo per la prima volta in un bar, consapevole che ogni mattina passerò a bere una spremuta prima di recarmi in ufficio. Il primo giorno la ordinerò specificando che nella spremuta desidero l'aggiunta di ghiaccio, oltre a un bicchierino di acqua frizzante a parte. Ipoteticamente, entro il quinto giorno al massimo di fila che ci vado, chi di dovere dovrà semplicemente chiedermi se desidero "il solito". In questo modo il locale si guadagnerà la mia fiducia, in quanto mi offrirà un servizio aggiuntivo basandosi sulle mie abitudini di consumo. 

Ad ogni modo, se parliamo di attività anche più complesse, per generare un rapporto così intimo con il proprio cliente occorre studiare i suoi movimenti, trovare la giusta comunicazione, interessarsi alle sue tendenze di acquisto e alle sue esperienze passate.

Molto spesso però il fatto di non poter approcciarsi fisicamente al proprio cliente può risultare svantaggioso: per questo nel prossimo articolo parleremo corretta comunicazione al cliente attraverso le piattaforme e-commerce.

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